Servizi‎ > ‎Ostetricia‎ > ‎Il Taglio Cesareo‎ > ‎

Che cos' è il Taglio Cesareo

Il taglio cesareo è l’intervento per mezzo del quale si estrae il feto dall’utero, attraverso una incisione della parete addominale (laparotomia) e dell’utero stesso (isterotomia).  Attualmente la frequenza dei tagli cesari rispetto al totale dei parti si attesta intorno al  20-35 % circa. Essa presenta  ampia variabilità in base alla regione geografica (es. maggiore nelle regioni del sud rispetto a quelle del nord) ed è in continuo aumento dagli anni 90 ad oggi.
 
Il taglio cesareo può essere:

   -  Elettivo: programmato ed eseguito in elezione al di fuori del travaglio

   -  D’urgenza: eseguito per il verificarsi di una condizione improvvisa e non prevista, solitamente in travaglio di parto.

L’apertura della parete addominale può essere trasversale o longitudinale. Quest’ultima, ormai quasi del tutto abbandonata, attualmente si utilizza solo in casi di estrema urgenza perchè permette un’apertura più rapida ed un più facile accesso ai visceri pelvici. L’incisione trasversale è senza dubbio la più utilizzata. La sua lunghezza è di circa 10 - 14 cm e viene praticata in regione sovrapubica con degli ottimi risultati estetici ( non visibile se si indossa un bikini). In particolare, l’incisione secondo Pfannenstiel viene effettuata a livello del margine superiore dei peli pubici, mentre nel taglio cesareo secondo Stark è leggermente più alta, a circa 3 cm dal pube.  Nell’intervento classico, l’utero viene inciso sul segmento uterino inferiore dove è meno vascolarizzato e quindi sanguina di meno. In seguito all’estrazione del feto viene espulsa la placenta (secondamento). Successivamente vengono suturati  l’incisione uterina e i vari strati della parete addominale fino alla cute. L’incisione cutanea può essere suturata o tramite punti staccati (secondo Donati) che vanno rimossi una settimana dopo l’intervento, o tramite sutura intradermica che non va rimossa perché si utilizza un filo riassorbibile.  La durata di tale intervento è variabile dai 25 ai 60 minuti, in base alle condizioni cliniche (presenza di aderenze da precedenti interventi, di miomi uterini o malformazioni uterine, anomalie dell’inserzione placentare ed altro). Se viene utilizzata la tecnica di Stark i tempi si possono accorciare a circa 15 – 20 minuti, poiché non tutti gli strati vengono risuturati (cuciti).