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Controlli ecografici in gravidanza

CHE COS’E’ L’ECOGRAFIA?

 

L’ecografia é una metodica che consente di esaminare gli organi del nostro corpo con l’utilizzo di onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni non udibili dall’orecchio umano) che attraversano i tessuti. Ponendo il trasduttore dell’ecografo sull’addome di una donna in gravidanza, quando le onde sonore arrivano al feto, si creano echi che sono trasformati in immagini sul monitor dell’ecografo. Con l’ecografia è, quindi, possibile osservare il feto dentro l’utero. Gli ultrasuoni sono utilizzati in Ostetricia da oltre 30 anni e non sono stati evidenziati effetti dannosi, anche a lungo termine, sul feto. Perciò ad oggi l’utilizzo diagnostico dell’ecografia è ritenuto non rischioso.

 

QUANTI ESAMI ECOGRAFICI E’ BENE FARE NEL CORSO DELLA GRAVIDANZA ?

 

Nella gravidanza normalmente vengono eseguiti tre esami (Ministero della Sanità : Decreto Legge del 20/09/1998): nel primo trimestre, durante il secondo (19-21 settimane) ed il terzo trimestre (a 30/33 settimane).  Su indicazione del medico curante, in casi particolari,  l’ecografia può essere effettuata anche in altri periodi.

 

CHE COSA SI VEDE CON L’ECOGRAFIA?

 

Nel PRIMO TRIMESTRE, la misurazione del feto (CRL), consente di datare l’epoca di gravidanza. Ciò è utile quando le mestruazioni non sono regolari o se la gestante non ricorda esattamente la data dell’ultimo ciclo mestruale. In questo periodo si può evidenziare anche il corretto impianto del sacco gestazionale, per escludere eventuali gravidanze extrauterine. Verso la fine del secondo mese si visualizzano l’attività pulsatile del cuore ed i primi movimenti del feto. L’esame può essere eseguito con una sonda che viene posta sull’addome materno (ecografia transaddominale) o introducendo una piccola sonda a forma di cilindro in vagina (ecografia transvaginale). Quest’ultima tecnica non è dolorosa e consente soprattutto, nelle prime settimane di gravidanza di visualizzare meglio l’embrione, senza arrecare alcun danno.

 

Nel SECONDO TRIMESTRE (19-21 settimane), viene eseguita appoggiando una sonda sull’addome materno.

 A cosa serve?

- a determinare il numero e le dimensioni dei feti, visualizzare alcuni organi ed apparati e a controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta. Oltre alle strutture che vengono di solito misurate (testa, cervelletto, trigono, addome, femore, omero) si possono visualizzare alcune strutture intracraniche e del viso, il cuore, il diaframma, lo stomaco, i reni, la vescica, il rachide ed i quattro arti. Esami dettagliati di alcuni organi, come ad esempio il cuore, vengono eseguiti solo quando sussiste una indicazione specifica.

- ad identificare eventuali malformazioni in percentuali variabili a seconda degli organi con una sensibilità di circa il 50%.

 

Nel TERZO TRIMESTRE (30-33 settimane), viene eseguita appoggiando una sonda sull’addome materno.

 A cosa serve?

- a verificare l’accrescimento fetale

- a visualizzare alcuni organi ed apparati del feto

- a controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta

 

DIFFICOLTA’ E LIMITI DELL’ESAME

 

L’ecografia ostetrica è un esame complesso perché il feto è di piccole dimensioni e spesso in movimento. Anche certe condizioni materno/fetali (obesità, fibromi uterini, cicatrici, posizione del feto, quantità del liquido amniotico, spessore ed ecogenicità della parete addominale materna, epoca della gravidanza, ecc.) possono ostacolare l’esame ecografico, allungarne i tempi di esecuzione o richiedere la ripetizione dell’esame. L’ecografia permette di vedere alterazioni degli organi (malformazioni). Tuttavia pur nelle migliori condizioni operative, alcune malformazioni, anche gravi, sono difficili od impossibili da identificare prima della nascita. Perciò e per i limiti intrinseci della metodica alcune anomalie, anche importanti, possono non essere evidenziate con l’esame ecografico o manifestarsi in epoche successive. L’esperienza finora acquisita suggerisce che un esame routinario, non mirato, consente l’identificazione dal 30% al 70% , delle malformazioni maggiori. Non è compito dell’ecografia la rilevazione delle così dette malformazioni minori.

Tramite la misurazione del feto l’ecografia consente di riconoscere alterazioni della crescita, sia in difetto che in eccesso, anche se non con un elevato grado di precisione.    

 

In accordo con Linee Guida SIEOG 2006