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VABRA

Esame bioptico del tessuto endometriale, la mucosa che ricopre la cavità interna dell’utero.
La sua esecuzione è consigliata, soprattutto, in presenza di sanguinamento anomalo dall’utero in età perimenopausale e menopausale. Altra indicazione è il riscontro durante un esame ecografico di anomalie dell’endometrio, che possano fare sospettare una patologia quale: un’ipertrofia, un polipo endometriale, una patologia maligna. In ecografia l’indicazione ad eseguire il vabra viene data da uno spessore dell’endometrio superiore di 4 mm in pazienti in menopausa, o superiore di 12 mm in pazienti ancora in età fertile.
 
L’attrezzatura con cui viene eseguito l’esame è un dispositivo dotato di una canula plastica di aspirazione flessibile del diametro di pochi mm, che viene inserita nella cavità dell’utero attraverso il collo, collegata ad una pompa che aspira il contenuto della cavità stessa.

Tale aspirato verrà poi inviato al laboratorio di anatomia patologica, per lo studio istologico del tessuto, che fornirà la diagnosi.
 
L’esame viene eseguito ambulatorialmente (non richiede ricovero), è veloce e semplice, poco invasivo se eseguito correttamente. Solitamente non o scarsamente doloroso.
Unica controindicazione all’esecuzione dell’esame è una gravidanza precoce non ancora diagnosticata, in quanto la procedura indurrebbe un aborto.
 
Essendo una biopsia, il vabra non riesce a valutare tutto l’endometrio, ma solo una parte, in quanto l’esame viene eseguito “alla cieca” (ovvero senza un controllo ecografico) e quindi si aspira solo parte del tessuto endometriale.
Nei casi in cui l’esame non risultasse soddisfacente, per continuo sanguinamento o scarso tessuto prelevato, sarà necessario eseguire ulteriori esami di approfondimento, come ad esempio l’Isteroscopia.